C’è parecchio da lavorarci
Figuriamoci se io sono contraria che a scuola parlino alla nana di cos’è la Pasqua, per davvero. Non uova e primavera. La Pasqua di Resurrezione. Ho scelto di mandarla a una scuola cattolica. C’è però da tenere presente alcune accortezze, se non si vuole ottenere l’effetto opposto.
I bambini di quasi 4 anni, come la nana, hanno una spiccata tendenza a rielaborare i concetti che vengono loro proposti.
Interno notte, camera della nana, lei nel letto e io sulla poltrona aspetto che si addormenti e facciamo due chiacchiere.
Mammina, ma tulo sai che ci mettono i chiodi?
(Distratta) Chi mette i chiodi?
Quei soddati cattivi a Giesù ci mettono i chiodi nei piedi e nelle mani. Vero?
E, di schianto, mi veniva da piangere perché come si fa a dire una cosa come il male a una bimba che è tutta innocenza, e non è venuto, non è arrivato fino lì, proprio per tirarci fuori da questo?
Si nana, è successo così.
Ma non c’è tempo per riflettere, ripensare perché se non sto attenta…
Ma mamma non cadeva Giesù da quell’incrocio?
Incrocio? Sì, ecco nana insomma, aspetta che ti spiego in pratica…
Mammina, ma Giesù ha fatto motto il bibbone. Motto motto.
Addio. Ci siamo giocati la settimana santa.
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