Differenze di genere

Mamma vero che i maschi sono più forti delle femmine?

beh, non in generale. Cioè a volte sì ma non tutti i maschi..

comunque mamma le femmine sono più furbe…

Ah sì?

Sì ma non glielo diciamo, perché siamo furbe. E poi io ai maschi lo sai, eh. (abbassa la voce, si fa cospiratoria) Loro giocano sempre tra loro.

Anche voi però giocate sempre tra voi

(sbrigativa) Si babbé ma loro sono inutili.

05/05/2011 - About la Princi - Commenti disabilitati

L.A. Puntata 3 – Ocean & Spa

I voli per arrivare qui sono stati ottimi. Su quello lungo ero seduto tra un venditore di salmone delle isole Far Oer, molto simpatico, e una ragazza ucraina che si allontanava dal suo paese per la prima volta per andare a fare la commessa di duty free shop su una nave da crociera, con destinazione Messico, Hawaii, Alaska, con contratto semestrale. In coda all’immigrazione abbiamo smesso di parlarci, ognuno ad affrontare il suo destino di ammissione o non ammissione nel paese. Mi va bene.

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29/04/2011 - About Alex - Commenti disabilitati

Pasquetta

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Pare che sia questa l’ultima delle “mezze maratone”. Comincerà la preparazione della Maratona, come aveva scommesso. Il Runner è uomo da non sottovalutare, all’alba dei suoi 33!

Venerdì Santo

Ebbene, te lo dico io – disse Dio -:
Io non conosco cosa più bella al mondo
di un bambino che si addormenta
mentre dice le orazioni,
sotto le ali del suo angelo custode
- sorridendo agli angeli
- al momento di prendere sonno -
che già aveva ingarbugliato
quel che andava dicendo,
e non capiva più niente,
inserendo, a casaccio,
le parole del Padre nostro
in quelle dell’Ave Maria:
mentre un velo discende sulle sue palpebre,
il velo della notte sul suo volto
e sulla sua voce!
Charles Peguy

22/04/2011 - Chi sono? Il saltimbanco dell'anima mia - Commenti disabilitati

tradizioni

Ci sono dolci della tradizione che parlano di te, di quel che ami. Che riportano profumi, ricordi, che parlano di una vita. E non c’è modo, analizzando gusti e sapori, di spiegare quel mondo che ci sta dentro; di un tempo atteso, di una famiglia desiderata, di una festa. Il dolce che mi parla di questo è la Pastiera napoletana. In ogni casa campana che di rispetti, a Pasqua, non mancano le pastiere. Sì, perché è un dolce che si fa e si regala, in un virtuoso circolo per cui finisci ad averne 4 o 5 tutte diverse. Ovviamente, pure esistendo una ricetta “base”, ognuno la fa come secondo la tradizione di casa sua, che ritiene l’unica originale.

La mia ricetta è presa da qui. Perché questo è il mondo di cui la pastiera mi parla, e perché se dovessi pensare a che profumo ha il suo ricordo non avrei dubbi.

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L.A. puntata 2 – Hollywood

Domenica sono stato ad Hollywood: niente bus, solo un paio di metro, che poi son treni super moderni e luccicanti. Per strada si è avvicinato un tipo (lo chiameremo Martin perché si chiama così), magrino e sulla cinquantina. Da dietro mi fa: ‘Ma come si entra alla stazione?’ col tono di chi si domanda come farà a pagare un mutuo visto che ha perso il lavoro. Lo ho rassicurato e appena dentro la stazione abbiamo iniziato a parlare con un terzo amico: un evidente seguace del dudeismo che ci ha parlato della sua prescrizione medica per l’erba, e di come sia meglio mangiarla che Leggi tutto

15/04/2011 - About Alex - 2 commenti

Co-housing co-atto

Di ritorno dalla gita alla fattoria.

Allora Princi, com’era la fattoria?

(entusiasmo alle stelle e concitazione) Molto bella,  bellissima e c’era il caprone che si chiamava… non mi ricordo e la capretta sai come si chiamava? Fiocco di Neve, ti rendi conto? E poi c’erano i conigli e gli ospiti cani e gatti… e poi

E da grande allora vuoi vivere nella fattoria?

“in nulla torna quel paradiso in un momento”

Non ci penso nemmeno, da grande  voglio vivere a Roma dai miei cugini, ma proprio a casa loro eh. Ah, potete venire anche voi.

L.A. puntata 1. Sick for the big sun (con intro)

Ci sono persone che ti capitano, nella vita. Non le scegli tu, ma le trovi e le ritrovi a ogni svolta della vita. Ho un amico così, lo conosco da quando avevo 14 anni, abbiamo condiviso molte cose, alcune poco comuni; ma lui non è un tipo comune. Poi l’ho perso di vista, poi l’ho incontrato di nuovo. Più di una volta.

Siccome questa è l’introduzione a una rubrica e non un panegirico, non starò a raccontarvi delle sue doti rare che l’hanno portato lontano. Oggi è a Los Angeles per lavoro. Qui ospito settimanalmente quello che lui racconta del mondo attorno a sé. Fino a che ne ha voglia, chiaro.

Classe 1975, si chiama Alessandro.

L.A. puntata 1. Sick for the big sun

Nessuno si e’ posto il problema di parlarmi dell’orario di lavoro. Per cui ho dovuto osservare. Il concetto pare essere molto sfumato. Ieri mi sono presentato alle 9.30 e ho atteso in solitudine quasi un’ora. Oggi ho pensato bene di tentare alle 10.15, e diciamo che qualcuno c’e', ma pochini. Domani si va direttamente alle 10.30, anche perche’, al momento, dipendo abbastanza dalle altre persone qui, per chiedere cose, eccetera. Iniziare a lavorare a queste ore permette un risveglio confortevole e una serie di piacevoli attivita’: stamane, ad esempio, un bel bagno nella vasca calda della spa all’aperto, sotto il sole, che raggiunge la suddetta vasca dalle 9 alle 10. Poi ho preso il sole per asciugarmi, in una scena che, pur non essendo al Chateau Marmont, mi ricordava tanto il cartellone di Somewhere. Ad un certo punto e’ arrivata una zaffata di profumo di gelsomini, e il pensiero e’ andato all’Isola d’Elba, ma su questo tornerò in seguito. Leggi tutto

08/04/2011 - About Alex - 3 commenti

Primavera

Sono giorni pieni di impressioni,  cose che succedono solo nella mia mente, cose che succedono anche al di fuori di essa. Trascuro periodicamente il blog, lo so. Sono una pessima blogger ma mi prendo cura per come posso della vita vera, e pazienza se quest’onda di cose che mi passano in cuore non trova spazio sullo schermo. Una volta avrei detto sulla carta, ma adesso sono 2.0

Mi è stato restituito il presente, quelle piccole cose che non sapevo più che gusto avessero, quello in cui le cose non sono tutte buone o tutte cattive ma si può essere certi di quello che fa vivere e continuare a desiderarlo.

Huggies Super-Dry: per piccoli esploratori

Continuo a testare i prodotti Huggies, andando sul classico e collaudatissimo Huggies Super-Dry, detto anche “Pipì-pooh

Ovvero, nel Cicciopuzzo-linguaggio, il luogo deputato alla pipì, istoriato con i personaggi di Winnie the Pooh. Questi sono I NOSTRI pannolini, zero fuoriuscite (anche dopo tutta la notte) zero irritazioni, dotati di quelle simpatiche fascette laterali che evitano disastri (ora ancora più larghe).

Con la mia Princi, allora nana, tutto era calmo e tranquillo. Niente giochi esagitati, niente arrampicate funeste e pericolose, poche esplorazioni molto tranquille, il tutto in un fiabesco clima di pace.

CiccioPuzzo? Mentre scrivo devo interrompere cento volte per evitare che salga sui braccioli del divano e di lì studi soluzioni volanti per scendere, o che mangi il tappeto della cucina… oppure lo sento che mi chiama soave “maaammma” e so che sarà nell’oblò della lavatrice a cercare insondabili tesori.

Cambiarsi il pannolino è un’assurda perdita di tempo prezioso per giocare, cui noi lo costringiamo; quindi occorre:

1- massima velocità

2- precisione

3- fede cieca nelle barre laterali che, se pur non posizionate perfettamente, riusciranno a tenerlo asciutto

Oltre a questo è necessario un pannolino che lo agevoli nelle sue birbonate, ehm, esplorazioni, e in questo gli Huggies Super Dry sono fantastici. E con questi disegni i pannolini piacciono molto anche al pupo che ogni tanto, nelle sue scorribande li porta alla sorella convincendola (a gesti) a  usarli con i di lei pupazzi. E kafkianamente il predestinato a indossarli è proprio il pupazzo di Winnie the Pooh. E tutti ridono. Non so voi come vi sentireste ad essere effigiati su un paio di mutande.. che dite? Di moda lo è di sicuro.

Articolo sponsorizzato

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29/03/2011 - About il nino,cose da puffosaltatore - Commenti disabilitati

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