Beautiful

Mamma sai cosa? Ho cobetto (scoperto) che due fidanzate per un macchietto non si può. Quindi ho un attro fidanzato.

Aspetta scusa e quindi Davide con chi è fidanzato?

Con Emma.

E come mai con lei e non con te?

Pecché io ho un’amica.

E chi è??

Emma ti ho detto mamma!

Non ho dovuto insegnarle nemmeno che un’amica vale più di un fidanzato, specie all’asilo. Non so come l’ha scoperto da sé. O forse questo Davide non era un granché e l’ha lasciato a Emma, non saprei.

In ogni caso sono molto soddisfatta. E sono come quello che si compiace delle margherite che sta cogliendo nel prato mentre un disco volante immenso gli sta atterrando sopra.

E quindi mamma ho un attro amico fidanzato, perché due popio non si poteva. (due lui per una lei o due lei per un lui, è uguale)

Sì, e chi è?

Allora Tommaso, Lapo e Fabad no, pecché danno le pinte e sono toppo… esagerati.

Quindi chi? Silenzio

Nana, ma chi?

Immio fatellino!!

Nana ma non ci si può fidanzare coi fratelli.

Ma è un macchietto!

Sì lo so, ma è tuo fratello

E’ uguale, va bene.

No che non va bene!

Ti dico di sì!

No! E poi è piccolo!!

..ma a me piacciono quelli piccoli. Cabito?

Good morning Daddy

Interno notte. Io e la nana ceniamo, Cicciopuzzo dorme, il padre-che-si-consola sta rientrando.

iniziamo con un riscaldamento leggero

Mamma dov’è papà?

Al lavoro, oggi ha fatto tardi ma sta tornando.

Ma i macchietti fanno sempe taddi al lavoro vero?

A parte che no, non sempre, e comunque non solo i maschietti. Anche le femmine fanno tardi se c’è da lavorare fino  a tardi.

Sospettosa: ma tu non fai mai taddi mamma.

Ma io torno a casa per stare con voi…

Sì sì cetto cetto. (Per nulla convinta)

Poi passiamo all’allenamento vero e proprio.

La nana non risponde mai alla domanda “cosa hai fatto oggi a scuola”, dice non lo so o non risponde. Odia che le si chieda cosa ha mangiato (ma infatti che domanda è, ma chi se ne frega di cosa hai mangiato?!!) e dice sempre non lo so o nulla. Insomma si secca. Ma se a tavola la fai parlare le piace raccontare di quello che fa.

Mamma sai che io e Emma siamo amiche, e Davide è iffidanzato di Emma ed è anche immio fidanzato.

Ma se è il fidanzato di Emma!

Sì ma io e Davide eravamo seduti accanto, cabitooo? (con aria complice) E poi io e Emma siamo amiche.

Mentre volevo spiegarle che amicizia e proprietà transitiva dei fidanzati non stanno insieme entra in casa suo padre.

Allora io per stuzzicarla un pò la invito a raccontare al papà quello che mi stava dicendo. Iniziamo un balletto “e diglielo” no tu io non mi ricoddo. Mi stavi raccontando di Davide… lei fa finta di nulla, lui che ha capito dove sto andando a parare prova  a farsi dire.

Ma chi è Davide? una, due, tre volte. Lei nulla. Lui persevera. Alla fine lei prova il tutto per tutto, sorride e dice Sai che oggi accuola ho mangiato la patta al pomodoro? E ho fatto tanti disegni…

Io allibisco per cotanta faccia tosta, lui non si fa intimidire e le dice: conosco un’altra che messa alle strette prova a cambiare argomento aspettando che passi, chi è Davide?

La nana sbuffa e come massima rivelazione dice: è uno dei camaleonti (il nome della sua classe) e non so attro.

Quando poi ci prepariamo per andare a letto le chiedo: nana ma perché non hai detto a papà che Davide è il tuo fidanzato e di Emma? E’ un segheto mamma.

Ma per il papà e la mamma non ci sono segreti, non ci sono segreti tra noi. (sì vabbè, poi aggiusteremo il tiro)

Ah vabbene allora glielo dico domattina quaddo si sveglia.

Good morning Daddy.

Svezzamenti

La pediatra Braz (dal momento che assomiglia tremendamente alle bamboline di plastica, ma se si riesce a non farci caso è una donna veramente in gamba) ha deciso che Cicciopuzzo va svezzato. “E’ nel sesto mese!” ha proclamato con fiera risolutezza, io ho obiettato che ha appena compiuto 5 mesi, appunto ha risolutamente risposto e io continuo a non capirci un’acca di come si conti il tempo, ma comunque è una convenzione. Quindi lo svezziamo. Ma non vuole nemmeno la mela, sputacchia per ogni dove… non importa. L’implacabile legge del 6 mese ha mietuto una nuova vittima.

La nana, che ci ha fatto patire un sacco per tante cose ha avuto uno svezzamento semplice. Perché LEI decise che il latte non le stava più bene e che se volevo me lo bevevo io, e ha accettato da subito e di buon grado pappe varie, più o meno. Per un breve periodo la sua alimentazione non ha destato problemi.

Quindi, quando domenica ho provato a dare quell’ignobile pappa a cicciopuzzo e lui ha continuato a piangere affamato e disperato sul mio cucchiaino guardandomi come una pazza affamatrice di bambini buoni, ho pensato: eccolo qui. Il contrario della sorella anche in questo, sarà un dramma. E tu finalmente mostri al mondo la tua vera natura tirannica che fino ad ora hai occultato sapientemente sotto sorrisi sdentati per farci innamorare.

Avviso la tata che mi tiene Cicciopuzzo mentre sono al lavoro che iniziamo a svezzarlo e non si preoccupi che è un casino ma piano piano riusciremo, del resto non poteva andare tutto liscio…etc etc. Mezz’ora ho parlato, e le ho consigliato di fargli poca pappa per non buttarne via troppa.

Ovvio no?

Cicciopuzzo con la tata si è sbafato tutto il piatto e era anche possibilista sul caffè e ammazzacaffè. Poi ha dormito felice, profondendosi in sorrisi per il pubblico estatico.

Cicciopuzzo ma da dove sei venuto???

C’è parecchio da lavorarci

Figuriamoci se io sono contraria che a scuola parlino alla nana di cos’è la Pasqua, per davvero. Non uova e primavera. La Pasqua di Resurrezione. Ho scelto di mandarla a una scuola cattolica. C’è però  da tenere presente alcune accortezze, se non si vuole ottenere l’effetto opposto.

I bambini di quasi 4 anni, come  la nana, hanno una spiccata tendenza a rielaborare i concetti che vengono loro proposti.

Interno notte, camera della nana, lei nel letto e io sulla poltrona aspetto che si addormenti e facciamo due chiacchiere.

Mammina, ma tulo sai che ci mettono i chiodi?

(Distratta) Chi mette i chiodi?

Quei soddati cattivi a Giesù ci mettono i chiodi nei piedi e nelle mani. Vero?

E,  di schianto, mi veniva  da piangere perché come si fa a dire una cosa come il male a una bimba che è  tutta innocenza, e non è venuto, non è arrivato fino lì, proprio per tirarci fuori da questo?

Si nana, è successo così.

Ma non c’è tempo per riflettere, ripensare perché se non sto attenta…

Ma mamma non cadeva Giesù da quell’incrocio?

Incrocio? Sì, ecco nana insomma, aspetta che ti spiego in pratica…

Mammina, ma Giesù ha fatto motto il bibbone. Motto motto.

Addio. Ci siamo giocati la settimana santa.

Paralogismi

Interno giorno. Sul lettone io la nana e cicciopuzzo che gorgheggia felice emettendo suoni tipo aquila. A un certo punto la nana fa: cicciopuzzo ma che dici? palli in abbanese?

In albanese????? O perché nana in albanese?

Cetto, come JHHFnsfsj.

Chi??

JJFDNJN che viene all’asilo commé. E lui palla abbanese. E tira i pugni i calci e le pinte. E io non vojo ttare accanto a lui.

Ahi ahi, razzisti a neanche 4 anni? Ho capito nana che tira le spinte ma cosa c’entra che è albanese, mica spinge perché è albanese!

No cetto. Pecché è piccolo. Anche cicciopuzzo è piccolo. Infatti palla abbanese.

E quella laureata in logica a pieni voti sarei io?

Maestro di vita

Forse ha ragione cicciopuzzo. Se alle quattro del mattino sei sveglio, che c’è di meglio da fare che mangiare e farsi due coccoline? Infatti, a ben pensarci, come ci starebbe ora un cornetto caldo?

Cicciopuzzo mi fa tornare ggggiovane.

da grande: l’Accademica della Crusca

La prima settimana di lavoro mi ha stancata, ma anche divertita. E’ il rientro  e pomeriggio di nano-giochi e prepara per tutti e metti la lavatrice-lavastoviglie e compra quello che manca ad avermi completamente distrutta.

La nana e il nino in compenso stanno bene, a parte qualche malanno di stagione e qualche capriccio a segnalare che comunque hanno preso atto del cambiamento.

L’altra sera giocavamo tutti e tre nella camera della nana, cicciopuzzo sul lettino che guardava, la nana “era” il coniglio bianco salvadanaio e io la mucca gonfiabile ( no comment). Il gioco consiste nello svegliarsi, mangiare giocare e poi andare a scuola e poi andare a dormire (il tutto dura un minuto, ripetere q.b.) Arrivati al momento della colazione, io dico “sai coniglietto mi andrebbe di mangiare l’erbetta con questa bella tartaruga” (alludendo alla tartaruga di peluche che domina nella camera)

Lei alzando gli occhi al cielo, mamma ma è di pelusc.

Ho capito nana ma noi siamo di plastica!!

Lei guardandosi, no io non sono di plastica, sono di ciccia, cabito???

Rinuncio alla colazione con la tartaruga e il gioco prosegue. Mi distraggo un attimo e lei mi richiama.

Maaaama, dov’è la mucca ..solata?

Appisolata nana?

Noo. De-so-la-ta ho detto. Che si dice se sei tritte. Mamma però, come sei!

Come sono nana?

Bella, mamma

(ecco l’origine del mito della bella-stupida)

E tu, nana come sei? Ricciola mamma.

La cena delle beffe

Cena, io e la nana mangiamo aspettando il padre-che-si-consola che farà tardi.

Che hai fatto nana oggi all’asilo? Un bel disegno?

Cetto mamma, coi pastelli a cena.

A cera!

No, a cena. (indicando la tavola apparecchiata)

Mentre cerco qualcosa da dire, passa al contrattacco:

E tu mamma che hai fatto allavoro?

Eh, dunque, allora (come glielo spiego?) Sì allora, ho parlato a telefono

Mm

Poi ho scritto sul computer (facendo espressioni entusiastiche)

Mm

poi ho scritto su dei fogli

Mm

e ho risolto dei problemi. E vi giuro che è esattamente quello che ho fatto.

Mm, e batta?

Sì, basta nana.

Ah.

Aveva ragione il mio prof.

Le parole sono pietre, anche le sillabe.

Breviter et suaviter

Interno, sera.

Allora cicciopuzzo se smetti di piangere ti racconto una toria. C’è una volta un paese lontano lontano e c’è un giovane nonno, che è il mio nonno Maio. (silenzio)

E poi come va avanti la storia, nana?

Niente, è finita.

E che fa il giovane nonno?

Niente. Ah no. Fuma.

Ipotesi 1- Di gelato

Fase 3. Dopo 9 lunghi mesi siamo giunti al momento di tornare al lavoro. Sinceramente sono contenta, ho voglia di avere dei dialoghi con persone la cui età non si conta in mesi ma in anni, su argomenti diversi da pappa-nanna-pannolino.

La nana poi, va all’asilo  e appena esce mi viene a prendere alla stazione con la nonna; per lei non ci saranno cambiamenti tremendi.

Il nino cicciopuzzo ahimè.

Dopo 4 mesi di simbiosi totale mamma-bambino, (senza contare i 9 precedenti) gli toccherà modificare totalmente il suo stile di vita.

Sono tranquillissima rispetto a dove li lascio, ho una fiducia assoluta nella tata e anche nella nonna, eppure mi si stringe il cuore. Mentre tornavo giovedì sera dal mio giorno di “formazione” che precede il grande rientro pensavo che adesso devo concentrarmi sulla qualità del tempo che passo con loro, e tutte queste sacrosante-ovvie-verità che si dicono quando hai poco tempo da dedicare ai figli e ti senti un pò in colpa.

E mentre mi sopraffaceva il magone, per tutte le cose che capirebbe chiunque e che però non riesco nemmeno a riordinare per scritto ho pensato che alla fine questa mia inadeguata imperfezione che mi impedisce di sentirmi a posto è la più grande risorsa che ho nel rapporto con loro, introduce la domanda: di che è mancanza questa mancanza?

Per adesso sto valutando alcune ipotesi:

Venerdì vado a prendere la nana a scuola. Maamma che si fa?

Non so nana che ti va di fare? Sai che oggi sono un pò triste perché per un pò di tempo non posso più venire a prenderti a scuola?

Ma viene la nonna vero?? ( temendo il peggio)

Certo, nana ma la mamma sente la mancanza.

Allora pendiamo un gelato, così non ti manco più.

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