cinque

Si el sol que me alumbra se apagara un día

y una noche oscura ganara mi vida,

tus ojos de cielo me iluminarían,

tus ojos sinceros, mi camino y guía

 

 

 

Domani è un altro BENTO

Il Bento l’ho scoperto da quando frequento assiduamente Carolina. È colpa sua, come di molte altre cose. Ma sarò magnanima e soprassiederò. Questo contest che ha messo su insieme a ElisaKitty è per me, per poter impazzire a vedere tutti questi bento box e replicare ricettine.

Siccome un vero bento-box non lo possiedo (evito il momento piccola-fiammiferaia) ho sottratto quello della Princi (preso in edicola, pff primo fiammifero…) che ha un solo scomparto allora ho fatto due prove che vedete in foto. Mi sono cimentata in cose semplici finger food, e andiamo con le ricette:

BENTO SALATO: Pomodorini 2 ripieni home ediction:

Pomodorini, ovviamente

ripieno 1 : crema di peperoni INGREDIENTI: peperoni, pangrattato,uvetta, pinoli, acciughe, sale.

PREPARESCION:

1 Sciogliete l’acciuga nell’olio, aggiungere uvetta messa precedentemente ad ammorbidire, cipolla e far soffriggere delicatamente.

2. Aggiungere i peperoni tagliati molto piccoli, il sale e far cuocere a fuoco vivo fino a che non sono molto morbidi.

3.In una padellina far tostare con dell’olio il pan grattato (o la mollica di pane). Frullare i peperoni e amalgamare con il pane tostato.

4. Riempire i pomodori, evitando di mangiare la crema.

5. Dopo aver riempito i pomodorini, passarli in forno a 180°, 10 minuti (meglio se gli ultimi con il grill)

Ripieno 2: sicilia con furore INGREDIENTI: pangrattato, pecorino, parmigiano, formaggio morbido, prezzemolo, pepe e sale.

PREPARESCION:

1. In una ciotola amalgamare il pangrattato il pecorino e il parmigiano (in parti uguali) con un po’ d’olio e un po’ d’acqua. Tritare il prezzemolo finemente e aggiungere il sale e il pepe.

2. Inserire nel pomodorino un pezzetto di formaggio morbido e riempire con il composto. In bocca al lupo, io ne ho rovesciato metà sul piano cucina.

3. Dopo aver riempito i pomodorini, passarli in forno a 180°, 10 minuti (meglio se gli ultimi con il grill)

BENTO DOLCE Le ciliegie sono di madre natura, poi c’è la mitica Torta noci e carote 2.0

La ricetta di questa torta l’ho presa qui. È diversa dall’originale perché non avevo gli ingredienti (eh, beh..) ed era troppo presto per uscire e.. pff secondo fiammifero. Leggi tutto

Qualcosa nei geni

Voglio scrivere una poesia alla nonna.
Cara nonna Mariagiulia, la Princi ti vuole tanto bene e anche il mio fratellino, anche se è birbone.
Lo so che abiti lontano dall’Italia
(Sicilia n.d.r) ma hai un mare stu-pen-do. E i tuoi capelli nonna sono bellissimi.
Ti piace mamma? Non te la scordare che domani la scrivi. Certo, tu. Ma come dico io eh?!

24/05/2011 - About la Princi - Commenti disabilitati

Si trasforma in un razzo missile

La sera da sempre è il momento dell’introspezione. Dai lirici greci a Foscolo fino a più recenti scrittori, abbiamo testimonianze del fatto che l’uomo privilegi la sera per lasciarsi andare a interrogativi esistenziali.
Così anche da noi.
Maaamma ma come mai Gesù è il capo degli angeli?
Ma secondo te mamma, Gesù, no, ha gli occhiali? No? Sicura? No perché come fa lui che ci vede tutti? Ha gli occhi a raggi laser?

Confidenze

Mentre le pettino i capelli appena lavati
Mamma, come fai a essere così astuta? Sei astutissima.
Già gongolavo. Siii? Davvero?
Cerrlto (adesso per vezzo arrota alcune r, pronunciandole con la lingua sul palato) Sei astuta come il bronzo!
Proprlio come il bronzo.
(No, sie, ovvio che non ho chiesto).

L.A. Puntata 6 Telegraficamente

Domenica sotto la pioggia. Preso treno Amtrak per la prima volta. Qui snobbano il treno. Io lo ho trovato affascinante, costoso ma affascinante. Il personale indossa divise pittoresche, come Tom Hanks in quel film di animazione in cui fa il capotreno.

Il capotreno, appunto, annuncia all’altoparlante che ci fermiamo per qualche minuto per controllare alcune cose all’esterno. Qui si e’ informati su tutto, c’e’ molta piu’ comunicazione tra il cittadino qualunque e l’amministrazione, un dialogo alla pari continuo, non so come dire.

Destinazione Irvine, Orange County, OC. A trovare un professore mitico indiano, che mi tratta molto bene e mi accoglie col figlio. E’ un mito a livello mondiale nel suo campo, tanto per chiarire. Mangiamo da Cheesecake Factory. Meta’ della fetta di cheesecake, per l’appunto, me la riporto a casa nella doggy bag.

Lunedi dopo 48 ore di pioggia finalmente smette. Mai usato il cappotto, comunque. Lavoro, lavoro, lavoro. Martedi lavoro, lavoro, a prendere il sole in piscina a pranzo, e poi di nuovo lavoro, lavoro. Mi sbilancio e invito un po’ di colleghi a bere o mangiare qualcosa. A casa mia dicendo cosi’ si finisce a bere, qui si finisce a mangiare in un posto costoso, rumoroso e neanche troppo buono. Argomento della discussione al 90%? Lavoro. Da oggi provo la strategia delle uscite uno a uno, cosi’ da poter comunicare meglio e conoscere di piu’ queste persone. Apice della conversazione: Git. I 17 concetti filosofici innovativi di Git. Come Git cambiera’ il mio modo di lavorare, cioe’ la mia vita, forse la mia vita. Io mi limitavo a fare grandi sorrisi per nascondere il panico.

Oggi pranzo orientale, a lavoro. Ripiove. Ah, ho trovato un altro posto ottimo dove mangiare giapponese, l’equivalente di una trattoria, piena di giapponesi che parlano esclusivamente giapponese. Scusate ma sono di corsa.

21/05/2011 - About Alex - Commenti disabilitati

Huggies Pull Ups guarda e impara

Continuo i miei test sui pannolini Huggies, approfittando anche questa volta della coincidenza del prodotto con le nostre esigenze. E vai di spannolinamento. Dunque CIccioPuzzo  compie due anni a novembre, per i nostri standard potrebbe essere prestino per togliere il pannolino; e infatti ritengo ancora che lo sia. Ma lui è di diverse vedute. Intanto ha una sorella grande, che quindi usa il gabinetto, e vorrebbe farlo anche lui. In più dice “cacca” al momento giusto. Detto così sembrerebbe perfetto, se non che inizia a dire cacca alle 7 e la fa ad esempio alle 9, oppure lo dice a ripetizione fino a che non scopriamo che voleva andare in bagno e giocare con l’acqua del bidet, usando una bieca scusa per attirare la nostra attenzione.  Comunque diciamo che abbiamo iniziato la marcia  di avvicinamento per abbandonare il pannolino. (scusi Mr. H. ma sa com’è, è il destino)

Il nostro ometto quindi è in fase esibizionismo pre-spannolinamento, ogni volta che gli passa per la testa si abbassa i pantaloni e si accuccia ovunque sorridendo agli astanti e dicendo “cacca” come se fosse una spiegazione. Ovunque è al supermercato, alla messa, mentre parli con la tua amica senza figli super-in-tiro e altri ameni posti analoghi.

Abbiamo quindi provato gli Huggies Pull Ups®, e per noi in questo momento sono vantaggiosi. Primo permettono una notevole autonomia al bambino, perché sono delle vere mutandine,  che quindi puoi tirare su e giù in pubblico scatenando l’ilarità generale; poi hanno il vantaggio di poter cambiare il bimbo “in piedi” che per chi, come noi, gira parecchio non è un fattore indifferente. E avrebbero anche un’idea di “addestramento” del nano basato sul sistema guarda e impara: il disegno che hanno davanti svanisce quando il bimbo fa pipì. Davanti e dietro ci sono infatt delle bellissime figure dei cartoni Disney – anche se non sai mai quale va davanti e quale dietro.

Quelli che ho ricevuto io sono di Cars.

Perché la Huggies che le pensa tutte, a volte ne pensa anche troppe.

Vedi Cicciopuzzetto? c’è Cars disegnato, vedi la macchinina di Cars?

Sorriso languido “caazz“. No. CaaRS

Caazz – No, ti ho detto CaARS!!

Alza di tono CAAAZ. CAAAAAAAAAAZZZZZZ CAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZZZZZZZ

Ecco, se vedete un bambino piccolo accoccolato per strada con i pantaloni abbassati che indicandosi davanti urla CAAZZ , potete inviare una mail di ringraziamento a Mr. Huggies come mentalmente penso di fare io ogni volta.
Article sponsorisé

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20/05/2011 - About il nino - Commenti disabilitati

sette

Al Runner, per cui non sono un nickname dietro cui nascondermi (e nasconderlo) e non sono il mio modo di raccontarmi, non sono le maschere che metto per difendermi, non sono le mie ferite, le mie difficoltà, le mie manie, non sono le cose che dico o che peggio ancora non dico, non sono quella che non si faceva portare le borse, non sono quella che ero e non sono più.

Al Runner, che vede di me cose che io non so riconoscere e che mi ama, non così come sono, ma perché sono.

Al Runner che corre, ancora e sempre sulla strada che il Mistero ci dà, da 7 anni.

Grazie.

L.A. Puntata 5 Braccine corte

Oggi tempaccio. Cielo grigio. E avrei preferito uscire col pile leggero invece che con la maglia di cotone. Ho fatto un giornaliero per la metro, quattro euro e mezzo. Ho preso la gialla fino al capolinea direzione nord, Sierra Madre. Lo scopo era vedere Pasadena, che si è rivelata non entusiasmante. La fine di LA prima di questa, invece, è uno spettacolo. Colline lussureggianti e scoscese, con belle case variopinte immerse nel verde. Dopo una settimana nella urbanità di downtown è un bell’impatto.

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14/05/2011 - About Alex - Commenti disabilitati

L.A. Puntata 4 Stanchezza

Il posto dove sto è un complesso residenziale chiuso molto bello che occupa un isolato, a circa trecento metri da lavoro. Il suo nome significa letteralmente villaggio giapponese, e il 99.9% dei residenti che ho potuto vedere sono asiatici. Quelli che ho potuto vedere, peraltro, sono pochini, forse una decina; la cosa è strana visto che gli appartamenti saranno circa duecento. In particolare oltre a me ho visto solo i due koreani di cui sopra usare la piscina.

Dall’esterno sembra una fortezza fatta di bei palazzoni, alti cinque piani. All’interno si sviluppa invece una giungla tropicale in miniatura, con alberi del pane, palme di diverse varietaà, colibrì e fiori coloratissimi che sembrano usciti da un programma di modellazione tridimensionale. Il villaggio è super silenzioso e per niente animato: o è deserto oppure tutti stanno sigillati in casa. La tipologia umana che ho potuto incontrare maggiormente, nei miei frequenti tragitti a piedi nudi tra la piscina e l’appartamento, corrisponde alla ragazzina giapponese che porta fuori il cagnolino, molto timida e ossequiosa. Leggi tutto

09/05/2011 - About Alex - Commenti disabilitati

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