Panda di tutto il mondo, unitevi!

Domani alla scuola della nana c’è la festa di carnevale, vestiti in maschera. Mi sbaglierò eh, ma all’età della nana il vestito è sostanzialmente inutile, intralcia da morire e per di più lei non ha la minima idea su cosa desidera rappresentare: un pilata con le ali dei gommiti e le luote. (ultima proposta) Per cui finisce che sono i genitori che mettono in mostra i costumi con dentro i loro figli, in un ambiente in cui per altro ogni giorno portano il grembiule proprio per evitare che ci siano disparità.

Sì, fa un pò rivolta del proletariato questo discorso, lo so.

Della famiglia sono io quella con velleità artistiche, ma non ineriscono il cucito, per cui ho ripiegato mestamente sull’acquisto di un costume da panda in super saldo spendendo ben € 9.70. E’ talmente caldo e sintetico che potrebbe andarci a Capo Nord senza problemi, domani al ritorno dalla festa sarà come tirarla fuori da quelle tute di plastica per dimagrire. Ma le piace, pare. Certo il pilata con le luote sarebbe stato il massimo, ma anche Kunfupanda non è male. (ogni panda è kunfupanda, per la cronaca). Domani quindi il grande giorno. So già che sarà una lotta per tutto, perché la nana ama condividere le cose che fa (non che HA, che fa). Perché alla festa non saremo presenti noi, ma solo i bambini e non potrà portare la colonia di peluches che abita il suo letto, e via discussioni a non finire.

Ieri sera, esausta da queste richieste inevase, farfugliava di un complotto ai miei danni per portare cicciopuzzo alla festa con lei infilandolo nel costume e lasciandolo poi nell’armadietto.

Antichi testamenti

Il nino cicciopuzzo ha da pochi giorni un nuovo soprannome: GU-GU, che deriva ovviamente dai suoni che emette per esprimere tutta la sua felicità di vivere. Perché il nino è un bambino felice. Se ti vede fa dei gran sorrisi che ti convincono che ha piacere di vederti, se deve scegliere tra piangere e non piangere sceglie tendenzialmente la seconda. Se una vecchia strega lo ferma per strada lui si profonde in sorrisetti compiacenti. Ha fame di vita, di gente che lo consideri. Quando la nana sta con lui e gli canta strampalate canzoni tentando di sdraiarsi accanto a lui e rischiando di soffocarlo, lui gorgheggia perfettamente e completamente in pace.

E io, che sono tutto fuorché una persona serena, sono rapita, totalmente conquistata, da questa indole lieta.

E’ il Siracide, il nino.

E lei, lei è chiaramente il Qoelet.

Adieu II


Se tu restassi qui
si potrebbe continuare la conversazione
e sulle mani che tieni in grembo
riposerei i mei occhi bianchi.

Tu saresti la quiete del mondo
e quel poco d’argine che sofferma
la piena…

Ma no, dicevi,
già via dal tuo stesso pianto
e dal mio, che principiava,

lasciando me e la mia casa
come due inutilità
per il tuo cuore da star -
Dio, che ami le star
non lasciare che vada in cenere
il suo passo

e il dolore inchiodamelo dentro
come un bene.

Davide Rondoni

da grande: Paperon De’ Paperoni

Nella ciotolina svuotatasche situata sulla scrivania ci sono una serie interminabile di monetine, soprattuto da 1 o 2 centesimi. L’altra sera la nana ha preso la ciotolina, selezionato 6 monete da 1 centesimo e le ha chiuse nel pugno della mano. Questo intorno alle quattro del pomeriggio. All’ora di cena, sudaticce e appiccicose, erano ancora lì.

Sai mamma, quetti sono i miei soddini. Li metto nella mano così nessuno me li luba.

E quando faccio la nanna, li metto sul mio  comodino, o quaccuno me li luba?

Nana, siamo io, te, papà e il nino chi vuoi che te li rubi i tuoi soldini?

Il mio flatellino è piccolo, vero mammina? (sospettosa)

Sì nana, è troppo piccolo per i tuoi soldini.

Infine, guardando con soddisfazione il suo pugno chiuso :

Sai mammina, non mi annoio mai coi miei soddini..

Finché non le verrà in mente di farsi una nuotata nelle monete…

Passaparola

L’altro giorno mi arriva una mail in cui mi facevano la seguente proposta: un progetto per mamme blogger. Già pensare che per qualcuno sono una mamma blogger mi fa morire dal ridere, comunque avanti. Una nota marca di prodotti per bambini mi manda a casa un pò di roba da provare, e io scrivo qui cosa ne penso. Questa è la sostanza della cosa, in realtà il progetto è ben più particolareggiato, ma dubito che vi interessi.

La cosa mi diverte, visto che criticare è una cosa che mi riesce splendidamente, e poi la possibilità di dire a Mr Pannolino cosa ne penso dei suoi prodotti mi dà un brivido di onnipotenza. Come quando ho litigato con il signor Chicco per una pubblicità ingannevole sul suo portapappacaldatermos o qualcosa del genere.

Poi l’altro giorno, al supermercato, dovendo scegliere tra i pannolini della marca che mi manderanno e altre celeberrime marche, ho scelto la prima. E ho capito. Mi hanno già fregato, e io ne sono pure contenta!!!!

Mr e Mrs Penguin

Per il battesimo del Nino, una zia che condivide con noi molte passioni ci ha regalato degli Home Stickers, da attaccare sul muro, con tanti pinguini e orsetti polari.

La mamma creativa e intelligente ha giustamente pensato di coinvolgere la nana nella decorazione della sua, ma presto loro, cameretta. Devo dirvi quanto fosse incline la nana a prendere le misure, creare delle scene, attaccare diritti gli adesivi o riuscite a immaginarlo da voi?

Risultato: la porta della camera è diventata una giungla di ghiaccio con pinguini e orsetti affastellati, e la nana ne va fierissima.

A un certo punto, siccome non riesco a farmi gli affari  miei veramente mai, le dico: hai visto nana, questo pinguino piccolo con il cappello sei tu.

Cetto mammina e quetto grande con ippinguino piccolo siete tu e cicciopuzzo.

Sorrido.

E quetto grande qui è papà… e quetti attri due sono le mie sorelline Mattina e Mattina…

(Sorrido molto meno) Ma nana tu non hai due sorelline! (lo so che anche il fatto che si chiamassero entrambe Martina era piuttosto strano, ma permettete che curi prima i miei di interessi)

Non ancola, ma poi tu le metti nella pancia. Mi guarda perplessa come se fossimo davanti a un’evidenza che inspiegabilmente non comprendevo..Guadda quanti pinguini ci sono ancola (saranno stati almeno 7 o 8, senza contare gli orsi polari). Ma c’è tempo mamma non ti preoccupare.

No, certo. E chi si preoccupa.

Piccole grandi verità

La nana, andando all’asilo, entra in contatto con un bel pò di cose che non conosceva prima, e torna a casa piena di racconti di meraviglie. E non solo.

Mamma io e te siamo femminucce, e siamo delle Winnngs, papà e cicciopuzzo (perché chiamarlo nino quando il suo vero nome è così bello…) sono Gommiti…

Grazie a tutti

Oggi battesimo del nino. E’ stato davvero un giorno bellissimo.

Tutto quel che si fa lo si fa per i bambini.

E sono i bambini che fanno fare tutto.

Tutto quello che si fa.

Come se ci prendessero per mano.

Così tutto quello che si fa, tutto quello che la gente fa lo si fa per la piccola speranza.

Tutto quello che c’è di piccolo è tutto quello che c’è di più bello e di più grande.

E il battesimo è il sacramento dei piccoli.

E il battesimo è il sacramento più nuovo.

E il battesimo è il sacramento che comincia.

Tutto quello che comincia ha una virtù che non si ritrova mai più.

Una forza, una novità, una freschezza come l’alba.

Una giovinezza, un ardore.

Uno slancio.

Un’ingenuità.

Una nascita che non si ritrova mai più.

Il primo giorno è il più bel giorno.

Il primo giorno è forse il solo bel giorno.

E il battesimo è il sacramento del primo giorno.

E il battesimo è tutto ciò che c’è di bello e di grande.

Se non ci fosse il sacrificio.

E la consumazione del corpo di Nostro Signore.

Charles Peguy “Il Mistero dei Santi innocenti”

Notti calme, giorni belli

ore 3:30 della notte, del mattino, come vi pare.

interno notte, rumore di piedi.

Pat pat (rumore di colpetti con la mano sulla coperta) Apro un occhio. La nana è lì accanto al mio viso perfettamente sveglia, che mi dice:

mamma io sono sola di là con il mio coniglio e lui è solo con me.

torna a letto, nana che domattina ti vengo a svegliare io.

Il padre-che si consola dorme, il nino fa versetti come un muezzin ignorato da tutti. La nana sospira e dice vaabene.

Ordinaria amministrazione notturna.

Messaggi subliminali

Io e il padre-che-si-consola ci vediamo praticamente solo a cena, per cui si affollano le cose da raccontarsi, ma chiaramente anche per la nana è così per cui le cene sono fatte di cose dette a mezzo, interrotte, mescolate a suoi racconti. Poi ogni tanto capita che ci mettiamo a parlare, noi due, come stasera ad esempio e per qualche minuto ci scordiamo della nana che però continua imperterrita la sua conversazione monologo.

Oggi riportiamo l’attenzione su di lei, dopo qualche minuto in cui eravamo assorbiti da un discorso e lei aveva sbriciolato mezza fetta di pane e con le mani giunte diceva

ave maria piena di gazzia e quindi un’esposione, cetto.

Io e suo padre due statue di sale, lui riesce solo a sussurrarmi: “non chiedere niente”.

pagina precedente | pagina successiva