da grande: la critica cinematografica

Un’amica ci ha prestato “Piovono polpette”, che pare essere molto carino. Contrariamente a come in genere faccio lascio la nana da sola a guardarlo per la prima volta, fuggendo con cicciopuzzo alla messa pomeridiana.

Al ritorno, su esortazione paterna, la nana ci racconta che il film le è piaciuto e parla di polpette che cadono.

Ma perché?

Pecché è ittitolo mamma.

da grande: la veterinaria

Grande scadenza al lavoro ha generato ritardo sul blog. A scadenza scaduta la mole di cose che avevo messo in attesa hanno generato ulteriore ritardo. Excusatio non petita, vabbè.

Intanto la nana oramai quattrenne, è andata in gita allo Zoo. Vicino casa nostra c’è un bioparco, che hanno visitato, e poco lontano uno Zoo. Di quelli veri. Non un posto dove vedi i pavoni e i falchi pellegrini striati con lo scoiattolo bianco e il cerbiatto. Che per carità, tutto il mio rispetto. Allo zoo hanno visto i leoni, gli elefanti, le scimmie e le giraffe. Certo, saranno stati tristi come la morte, me l’immagino l’orso polare nella ridente toscana, ma per lo meno la nana era contenta di vedere dal vivo cose che vede solo in tv.

A me deprime sinceramente lo zoo, ma al suo ritorno ho cercato di mostrare entusiasmo: allora? cosa hai visto, c’erano i leoni?

Sì.

E poi che hai visto? Le scimmie? Poi, poi?

L’osso polale e ho bevuto l’estatè buonissimo e ho mangiato ippanino ma il salame no. Ah sì. Gli elefanti, ma puzzavano. E ho vomitato, ma poco.

non è una recensione

C’è questo libro, che è alla seconda ristampa in un baleno, di una tipa fortissima.

E c’è questa poesia che mi torna in mente in questi giorni ogni volta che sento parlare del suo libro certamente perché lunedì è il quarto compleanno della mia nanetta, e mi sembra l’unica cosa che riesco a dirle.

Chissà se piace anche a Wonder.

Vedi, occorreva che nascessi perchè prima
c’era nel mondo un buco di parole
a chiederti così dolorosamente
da essere senza fiato nè voce
da non sapere che eri tu
che giochi e ridi di nascosto
tu così, tu figlia
eri tu che non c’eri
in quel vuoto che non ricordo
tanto era assurdo
che non mi figuro più
come se fossi qui da sempre, tu che ci
sei sempre stata.

di Gianfranco Lauretano

Poteva piovere

Mattina. Per pettinare i riccioli ribelli che la nana ha ereditato non si sa da chi, insieme a un pettine a denti larghi, utilizziamo uno spray apposito districante all’olio di sai un pò te fornito dal super parrucchiere.

Mmm come profuma nana, di che profuma secondo te?

Di fagola, profuma di rosso.

Intrigata dal profumo di rosso iniziamo questo gioco:

E la mattina di che profuma? di luce. E l’erba? di montagna. E il sole di che profuma? mm di caddo (caldo) E la luna? di fommaggio. E la mamma di che profuma? Di niente.

Ma come di niente?!! E il tuo fratellino?

No, vabbè lui puzza.

Lost in 33

Nella mia vita in potenza sono una manager rampante, ho appuntamenti, agende, impegni, cene di lavoro. Cammino con leggerezza su tacchi impensabili, vesto alla moda. Forse addirittura la faccio.

Nella mia vita in potenza sono una scrittrice di successo, bevo litri di caffè americano in vistose tazze e scrivo in pigiama dal mio letto, sgranocchiando biscotti, con un lapis nei capelli.

Nella mia vita in potenza sto a casa coi bambini, i miei e tutti quelli che l’infinito del nostro cuore ha accolto e preparo per loro giochi e pasta di sale e mille e mille storie meravigliose. E indosso leggins e variopinti abiti.

Nella mia vita in potenza sono come vorrei essere, come mi disegnerei. Nelle mie infinite vite, assetata di tutto.

Nella mia vita in atto sono normalmente io, con borse capienti e all stars rosse. Nella mia vita in atto quello che ho di caro mi è stato donato, perché lo custodissi; non sono come vorrei, ma sono voluta. E amata, unica strada realmente possibile per essere felice.

Museum of Modern Art

Oggi pomeriggio ho fatto la gallerista, con l’artista presente.

Le foto, a parte la prima, sono dell’artista.

Natale nella giungla, cattiva.

Guarda cicciopuzzo c’è la tua sorellina che gioca qui, che fai sorellina?

tò giocando, volete giocare con me agli animali cattivi della giungla cattiva?

Va bene.

Allora cicciopuzzo io sono il leone cattivo, e tu sei il leone cattivo piccolo, e tu mamma…

Si?

Mmm, sei il coniglio cattivo.

Ma come?! Due leoni e io un coniglio?

Sì, ma cattivo. Subdolo tentativo di indorare la pillola

Allora giochiamo noi facciamo i ruggiti aaaarghh, e poi facciamo dei lavori cattivi…

Cicciopuzzo freme, si agita, smanaccia verso la sorella.

Nana mi prendi il bavaglio cattivo di cicciopuzzo sul suo seggiolone cattivo?

Cetto mamma, hai cabito tu! Con malcelato orgoglio.

Certo, grazie e senti ma che fanno gli animali cattivi della giungla cattiva?

Con un tempo comico degno del miglior cinepanettone di De Sica, Cicciopuzzo fa un forte rutto.

Anche io, ma che domande faccio?!

e adesso la pubblicità: Huggies Super-Dry

Continua la campagna di buzz marketing della Huggies, e questa volta riguarda i super-dry.

Ho letto nei vari blog che seguo in questo periodo svariati commenti e post sulla giustezza o meno di fare pubblicità e poi in cambio di cosa e altri argomenti simili, su certe cose sono d’accordo, su altre meno. Comunque qui sto facendo pubblicità, per cui se è contro la vostra religione non vi curate di me ma guardate e passate.

L’essere diventata mamma oltre ad avermi aperto nuovi orizzonti, mi ha edotto principalmente sulle declinazioni possibili del concetto “ogni bambino è diverso non si può mai dire”.

Per quanto riguarda i pannolini, ad esempio, è evidentemente questione di culo.

Del pargolo, s’intende.

La mia nana e cicciopuzzo a ruota non hanno mai avuto problemi con nessun pannolino in particolare. La nana ha provato più o meno tutto grandi marche e loro cloni, ma alla fine per una questione di convenienza ci siamo attestati sulle offerte delle grandi marche. Perché ci siamo trovati meglio.

Meno irritazioni, meno perdite, meno obbligo di cambi continui. NOI ci siamo trovati meglio, per altri sarà stato diverso, ovvio. Per il nino, vuoi la concomitanza della pubblicità, vuoi che vicino casa si trovano più spesso in offerta gli Huggies di quegli altri, in pratica usiamo sempre quelli. Quelli per l’appunto di cui dovrei parlare e cioè Huggies Super Dry.

Tanto per la cronaca la Huggies ci informa che:

non contengono lattice

non contengono lozioni aggiunte

sono ipoallergenici

Embé vorrei pure vedé… e comunque questo è quello che NON contengono, cosa contengano non si sa bene, ma io vivo quotidianamente senza conoscere il contenuto esatto di tante cose, per cui veniamo alle considerazioni personali:

A me piacciono tantissimo, e non solo per Winnie!

Il nino ovviamente in quanto bambino perfetto ha un culetto perfetto che non si irrita particolarmente, ma con i Super Dry va alla grandissima. E’ un cicciottone e le bande elasticizzate in tessuto non gli lasciano il segno e non gli fanno venire le bollicine di sudore, e la fascia dietro la schiena evita benissimo che il contenuto lasci il contenitore per disperdersi nell’ambiente circostante.

In più ho notato questa cosa fantastica che lo differenzia il Super-dry da molti pannolini suoi “competitors” come fascia di prezzo: non ti serve la stessa attenzione per metterli di quella che ti occorre per passare il test di ingresso alla nasa. Mi spiego: forse sono i culetti dei miei bambini ma a me capitava con tutti gli altri di marche varie che se non posizionavi il pannolino con una pazienza certosina in modo perfetto, spiegando le alette per bene, la pipì (nella migliore delle ipotesi) fuoriusciva. Ovvio che lo devi mettere per bene, non è che gli metto un super-dry in testa e va bene uguale, però statisticamente adesso che uso solo Huggies cicciopuzzo non si bagna. E siccome so che la mia attenzione, pazienza e tempo nel cambio è sicuramente inferiore ai minimi storici, se non fuoriesce un merito al pannolino va dato…

Che sia autoposizionante? lo suggerisco a Mr H.?

I due orfani

Preparativi serali.

Mamma dove è andato Essi? ( non come il pronome ma con la è aperta, trattasi di cane di plastica a forma di anello per bambini molto piccoli, che ovviamente la nana ha eletto giocattolo dell’anno e battezzato così. Non Lessie, ma èssi)

Ricorderò solo brevemente che  ha una bambola che si chiama Fegati, quindi non mi pare che èssi sia così tragico, ecco.

Non so nana, sto mettendo il pigiama a cicciopuzzo cercalo tu

nooooo mamma ti pegho ceccalo tu io guaddo cicciopuzzo

Allora posiziono il piccolo nel lettino della grande che si siede con lui a controllarlo, come dice lei, io scendo al piano di sotto a cercare sto cane di plastica.

Un minuto dopo.

maaaamma dove sei???  (tono disperato)

sono qui, sto cercando èssi, anzi aspetta guarda l’ho trovato!!!

Torno su brandendo il cane e mi trovo davanti una rappresentazione vivida della poesia di Pascoli.

La nana in piedi abbracciando cicciopuzzo sul letto e calde lacrime le rigano il viso:

Ippapà è a firenze e non tonna più e la mamma è andata via col cane, chi si peoccupa di noi? Non avere paura cicciopuzzetto, ci penso io a te.

Lei si volta, mi vede, si ricompone: oh finammente, l’hai tovato èssi?

Lui gorgoglia ignaro.

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