About puffosaltatore

Capisco che la domanda possa sembrare oziosa, ma capire se si scriva puffo saltatore o puffosaltatore non è cosa di così scarsa importanza.
Descrivere un puffo saltatore (per adesso usiamo questa dicitura) non è cosa semplice: farò quindi un elenco di cose che lo riguardano senza esaurire l’argomento e poi si vedrà:
- è buffo
- non sa cosa sia l’attività fisica
- ordina i libri per casa editrice e all’interno della stessa per colore
- se non esistessero le tute, i pantaloni larghi e i cappelli non so come riuscirebbe a vestirsi
- riesce a dire delle cose di una stupidità imbarazzante
- se è in imbarazzo parla forbito, sentendosi ancor più in imbarazzo e parlando ancor più forbito, generando una reazione a catena veramente penosa
- scrive su qualsiasi superficie con qualsiasi cosa
- appartiene a quella seppur esigua schiera di persone per cui la matita-di-grafite è un lapis e la matita-colorata è una matita, per cui non puoi chiamare il lapis matita, sennò è un dramma
- è capace di fare regali che parlino al cuore dell’altro
A fronte di questa analisi mi sentirei più propensa a scriverlo tutto attaccato, puffosaltatore, per non incorrere nell’errore di credere che “saltatore” stia a indicare la sua preminente attività, anziché un suo modo di essere.
Si avvisa inoltre che il puffosaltatore ha due nani (la nana e il nino) e un marito (il padre-che-si-consola) e fa un lavoro fantastico a Città Laggiù. Quando può racconta quel che può, ed è tutto vero-veramente.