Nomina sunt consequentia rerum

Il nino cresce e la nana lo osserva attentamente. Il padre-che-si-consola, vista la voracità del neonino, ha coniato un nuovo nome (porcellozzo) e un simpatico jingle che fa così (la musica potete sceglierla voi) “porce-porcellozzo, grasso e sempre zozzo”.

Ve lo immaginate, vero, cosa è successo stamani quando la maestra Elena ha chiesto alla nana com’è il fratellino?

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2 Risposte a “Nomina sunt consequentia rerum”

  1. bstevens Ha scritto:

    devi raccontarci nei dettagli… ; )))

  2. lei Ha scritto:

    Chiedo alla maestra come le sembri la nana, se mostra dei disagi, visto che comunque un fratello è uno sconquasso nella vita. La maestra mi tranquillizza, nessun problema, è tranquilla. Pensa che oggi le ha anche cantato una canzoncina sul fratello.
    Io agghiaccio, sorrido di un finto che nemmeno le migliori desperet housewifes, e provo a glissare. Lei insiste, crede se la sia inventata, riguardava un maialino… Sorrido e penso: che faccio la correggo? Cosa le dico è un porcellozzo? O ancora meglio no no, l’ha inventata il padre barbuto che ogni tanto la porta a scuola e che non ti ha mai rivolto la parola??
    Mi limito a blaterare frasi senza senso sperando che non le canti anche il coro da stadio “senti che puzza, scappano anche i cani” che ha doviziosamente imparato dal gran canzioniere che è il padre.

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