Dei delitti e delle pene
La nana discute con un orsetto, poi lo rimprovera aspramente, poi passa alle maniere forti e inizia a tirargli le botte. Allarmata intervengo. “Nana perché dai le botte? Non si danno le botte”.
Ma io gliel’ho detto cinque volte che non deve fare così, e lui cottinua e non mi accolta! “Nana, ma noi quando tu non obbidisci, mica ti diamo le botte! No? Nooo?” E mentre formulo la frase, con un effetto cinematografico, mi vedo parlare con la maestra (giovane ventottenne inesperta delle dinamiche Kasiersoziane) supplicandola di credermi che non picchiamo nessuno e che non è vero e non chiami i servizi sociali.
La nana non risponde, e continua a giocare. Cinque minuti dopo, l’orsetto recidivo continua a disobbedire. Altre grida e poi botte.
“Nana, adesso basta. Non mi piace così. Le botte non si danno. E non importa se non obbedisce, quando lo fai tu io mica ti picchio!”
Tu no, ma la maettra sì.
Che sia chiaro. Nessuno è al sicuro.
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30-10-2009 alle 3:01 pm
Io sono un po’ preoccupata per il nano
30-10-2009 alle 4:50 pm
No, guarda. Credo che possiamo stare tranquilli. L’altro giorno scalciava nella pancia allora ho detto: certo che il tuo fratellino è un bel birbone! E lei, no mamma non è un bibbone, sei tu che non lo capissi.