Mi scruti e mi conosci
Ieri, in una giornata talmente funesta in cui capisci che il primo che ha avuto il coraggio di tornare davvero a letto ha fatto l’unica cosa possibile, il padre-che-si-consola ha rigato la macchina nuova.
Contro un muro, bianco, di cui conserviamo una buona parte tra le portiere. Ergo, il lato passeggero è, come dire, zebrato? Chiaramente la cosa l’ha fatto infuriare come una bestia per tutta una serie di motivi che non vi sto a elencare ma che distinguono i maschietti dalle femminucce.
Mi ha quindi chiamato per dirmelo e io ho detto solo una serie di frasi che rasentavano la quintessenza della comprensione e della calma zen, di cui mi sono anche francamente stupita e un pò inorgoglita.
La sera a cena ne riparliamo e io sono un profluvio di serenità e di accettazione delle cose che non vanno. Lui mi guarda circospetto, poi dice con la faccia di uno a cui non la si fa: “tu sei contenta che l’ho graffiata io, così adesso la guidi con molta più tranquillità”.
Sgomento, sorpresa. “Non ci avevo pensato nemmeno per un attimo!”
No, io no. Ma il mio subconscio ci aveva pensato eccome, e adesso il pensiero di guidare quel catafalco mi sembra già molto più accettabile!
Il padre-che-si-consola potrà anche rigare la macchina nuova, ma mi conosce meglio di me!
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22-10-2009 alle 1:11 pm
è un genio, codesto Uomo!!! : ))