da grande: Cassandra

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Si sa, anche senza studi letterari approfonditi, che una frase estrapolata dal proprio contesto rischia di vedere stravolto il proprio significato, o per lo meno può suonare molto diversa da come è stata pensata.

Ieri sera, essendo oramai totalmente vittima della sindrome del nido, alle 9 di sera, mi sono messa ad attaccare i quadretti di Winnie the Pooh in camera della nana, con lei che faceva da capo cantiere (più a dettra, più a sinittra, senza avere idea di cosa sia la destra e la sinistra). Adesso abbiamo Tigro, Pimpi e Pooh che ci guardano felici dalle cornici colorate dell’Ikea (sempre sia benedetta, se avessi dovuto comprare questi quadretti diciamo in un Disney Store avrei dovuto fare un mutuo; invece così: cornici e ritagli di giornali e zac! il gioco è fatto. Lo so, lo so, ve l’ho detto. La sindrome del nido).

La nana fierissima mi faceva vedere com’erano belli, invitandomi a entrare nella sua stanza con questa frase: vieni maama, benvenuta all’infenno.

Ora. Chi come me ha visto Ratatouille per circa mille volte sa che questa frase è detta dallo Chef Skinner che accoglie Linguini il primo giorno di lavoro: “Benvenuto all’inferno, ora ricrea la zuppa”, evidentemente una citazione del suo film preferito totalmente decontestualizzata e allora perché a me è sembrata così tremendamente profetica?

28/07/2009 - About la nana - Commenti disabilitati

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