Imprenditoria in panciolle

Adesso che sono a casa in panciolle (anche se in questo caso è più a causa della pancia) e che dovrei starmente tranquilla (stia tranquilla, signora, nel suo stato deve stare calma) mi pare che ogni cosa mi innervosisca cento volte più di prima.

Sorvolando sul servizio sanitario nazionale che mi fa uscire di cervello e solo a scrivere mi sale il nervoso, e tralasciando anche la semplice e trasparente gestione burocratica della maternità anticipata, adesso che sto a casa e faccio “le mie cosine” a giro per il ridente paesello in cui vivo sono insieme a molte altre mamme (paesello prolifico) oggetto della sfrenata simpatia di tutti.

Ma io detesto che mi  tocchi la pancia, soprattutto se non ti conosco, e se mi domandi come sto non può essere il pretesto per raccontarmi tutto della (delle?) tua gravidanza (gravidanze?), per terminare in apocalittici racconti sul parto degni di film dell’orrore di serie B. Questo accade in genere con persone più mature.

Poi ci sono quelle più giovani, che dicono cose che in valore assoluto dovrebbero farmi piacere, ma che ripetute troppe volte denunciano la loro inconsistenza: “che bella pancina che hai”, “non hai preso un kg” (no certo, io sono così normalmente) e la regina di tutte le frasi “da dietro non sembri nemmeno incinta” (il che sinceramente getta una luce sinistra sul mio lato B)

Ho deciso di fare una linea di magliette con sopra scritte tutte queste frasi, creando una collezione pre e post maman.  Sulla prima post-maman farò scrivere “o dimmelo ora che ho una bella pancina”.

Magari esistono già, se le conoscete, segnalatemele!

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