ancora Kaiser Soze

Vado a prendere la nana ed è tutto un profluvio di complimenti. Ma com’è brava questa bimba, com’è buona,gioca con tutti e mangia tutto e avanti così. Lei con questi riccioli miele e la faccina angelica che dice “sì sono perfetta, ma non mi merito tutto questo”, io lievemente in imbarazzo. Usciamo lasciando un coro di maestre sorridenti.

Allora sei contenta, ti sei divertita? no (la nana angelicata). Hai mangiato? no. Hai giocato? no. Avete fatto la torre (che ho visto fare coi miei occhi)?no. La maestra com’è? biutta (brutta).

Ok, penso, siamo in fase no, allora provo a metterla di fronte all’assurdità di questa posizione con un’ulteriore domanda: la maestra ti ha messo in lavatrice, e poi legata al lampadario a testa in giù coperta di pece e di piume? (tutto chiesto con lo stesso tono delle domande precedenti) lei, naturalmente, SI’.

IO basisco e non perché ritenga né che non si diverta o non mangi all’asilo, dal momento che l’ho visto coi miei occhi, né tantomeno credo che la mettano in lavatrice impeciata.

Sono preoccupata della possibilità che la nana incontri dei giornalisti, un giorno, per raccontare la sua verità.

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