fenomenologia della funkynana

Ieri sono andata con la nana dalla sua tata Eka, per salutarla e dirle delle cose. La tata ha due figli Giuia e Essio (9 e 11 anni) che in questi giorni di vacanza dalla scuola hanno preso a cuore la formazione a tutto tondo della nana, con risultati sorprendenti. La nana adesso suona chijtaja, (cioè simula di suonare un pianoforte e non c’è modo di farle capire che non si suona in quel modo la chitarra) ha dei brillantini molto glamour sulle minuscole unghie  e sputa, se contraddetta, il che naturalmente ci riempie di malcelata soddisfazione, come è facile immaginare.

Ieri entriamo in casa loro, dicevo, e la nana si butta a capofitto nei giochi, li sento ridere e poi cantare. Ascolto e mi accorgo che stanno cantando la canzone di Fabri Fibra “in italia”, stanno vuol dire che i grandi cantano la strofa e la nana ripete initaja e poi fa tutte le aaaa finali.

La guardo: maglietta arancione sporca di un giorno ai giardini, jeans portato, per la magrezza, con il cavallo molto basso; si muove ondeggiando a ritmo e battendo le mani, già l’idolo delle folle. La guardo meglio: i capelli, oh cielo, assomigliano- ricciolo permettendo- a quelli di gianna nannini nel video , e d’improvviso, la verità, che mi riempie di orgoglio misto a panico.

E ora tocca a me dire a suo padre che la sua bimbetta adorata è già una funkynana.

 Ma negherò fino alla morte che conosca le canzoni di Fabri Fibra; lei, che quando lui le fa ascoltare la musica che preferisce, lo guarda sussiegosa e dice no piaaace quetto.

25/07/2008 - About la nana - 1 commento

Tag:,

« | »


Una risposta a “fenomenologia della funkynana”

  1. Un padre che si consola Ha scritto:

    Com’è la Juve?

    “Gandeeee!”