non dire “gatto”…

La nana è decisamente sorprendente, dal basso dei suoi due anni decide di prendere posizione sul dibattito riguardo la natura di HELLO SPANK, e lo fa indicando intraprendente un disegno dello stesso, senza essere interpellata,  e asserendo: “un c’è cae” (non c’è il cane, o trad. liberamente non è un cane).

Allora la mettiamo di fronte a una scelta: “è un cane o un gatto?” e lei fiera “gatto”

A questo punto i difensori della gattità gongolano soddisfatti al grido di “i cartoni sono per i bambini, se per lei è un gatto, è un gatto”.

Si viene poi a scoprire che la nana se deve scegliere tra “è qualsiasi cosa” (cane, macchina, bicchiere) e “è un gatto” sceglie sempre, inequivocabilmente “gatto” anche se conosce il nome dell’oggetto indicato. Ma perché, dico io, se sai che è un bicchiere dici gatto???

Questa cosetta minuscola che sgambetta e finge di sapere le canzoni cantando solo le finali delle parole, si dimostra sempre assolutamente fuori da ogni logica possibile, irresistibilmente altra.

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