September more

Sarà il periodo, questo inizio di Settembre frizzantino che chiama altri inizi ma mai come ora mi accorgo della mia nana che cresce. Nana che non è più, che non è mai stata in realtà visto che era una felice combinazione di un modo di dire con l’anagramma del suo nome; cosa che come si può intuire non è stata fatta con Cicciopuzzo.
Adesso per me e per se stessa lei è una principessa, la Princi. Ha dei riccioloni morbidi color miele e una faccia da furbetta, mi racconta cose prese non si sa da dove e ogni giorno è una scoperta, un desiderio, una sfida. La Princi è affamata di vita e illumina le giornate, poi si rabbuia capriccia, rompe e piange. Poi torna lei. Aspetta di incontrare chi colmi l’infinito del suo cuore. Settembre, tempo di inizi.

Meglio di nulla

Dormono. Due folletti, uno calvo e felice, una ricciola inquieta. So che non posso sperare di fare tutto giusto con loro ma faccio il meglio che posso lasciando al Principale la Salvezza. Per adesso la nana Gli ha richiesto di non fare sogni brutti. E per Cicciopuzzo, nana? “no, pe’ llui niente. Pirò può giocare con i miei giochi”

Scetticismi

Camminiamo nel giardino, la nana al fianco, pensa.
Mamma sai che hanno fatto a Gesù co’ quei chiodi?
Sì nana lo so, ma perché ci pensi ora?
Picché mamma Gesù mica esiste (cospiratoria)…
Nel tempo in cui riprendo fiato per parlare aggiunge come temendo di essere ascoltata: no no certo che esiste, (poi piano) certo pirò co’ quei chiodi...

Diario dal mare\3

Mamma velo che il mio coniglio di peluche rosa si chiama Rudi anche se è rosa?

Sì nana, ma che c’entra che è rosa?

Si chiama Rudi anche se è rosa.

Sì ma…

Vero?

Va bene.

Ehi nonna ma perchè la nana dice che il suo coniglio si chiama Rudi anche se è rosa?

Ecco, due sere fa le ho chiesto come si chiamasse e mi ha detto che non lo sapeva. Allora le ho detto visto che è rosa possiamo chiamarlo Rosellino.

Silenzio della nana. Incautamente le ho domandato che ne pensasse.

Nonna, è patetico.

Narrazione della Genesi di Rudi-anche-se-è-rosa.

Diario dal mare\2

Cicciopuzzo, in qualità di bambino perfetto, mangia.  Oddio mangia; per i nostri standard naneschi, mangia come un lupo. Per cui alla sua ora paraospedaliera lui si mangia la sua pappa-passato-pastina-parmigiano-olio. Felice.

E quindi al momento di mettersi a tavola, lui garrisce nel suo passeggino felice. Tutti a tavola, e lui inizia a lamentarsi, poi dai lamenti si passa alle proteste. Pianto. Pianto??? No dico, siamo impazziti Cicciopuzzo che piange???

Scopriamo con qualche tentativo che per lui è inaccettabile che alcunchì mangi alcunché in sua presenza. Ma nulla eh, niente da fare. Per cui dopo aver pasteggiato da solo, mangia di nuovo con noi. E guai a perdere il ritmo! Stiamo facendo un doppio svezzamento pappe e pappine e  a seguire pezzi di parmigiano da mangiare a morsi, pasta al ragù. Che dire. E’ una buona forchetta. Pure troppo.

Diario dal mare\1

Raggiungiamo la nana per le nostre vacanze al mare insieme, dopo dieci giorni di separazione.

Ciao nana! Tentativo 1: Che fai fatto con i nonni?

risposta 1: niente

Tentativo 2; risposta 2: non mi ricoddo

Tentativo 3; risposta 3: ho giocato a carte e a dadi

Ecco, dopo la bisca clandestina siciliana ho deciso di non reiterare i tentativi.

Huggies Little Walkers

Esatto, continuo a t estare i prodotti di Mr. H. e a dirvi come va.

Questi pannolini sono pensati per i bimbi che iniziano a muoversi, a camminare mentre il nostro giovane CiccioPuzzetto ancora si dedica alla venerata arte di strisciare sulla pancia come un marines, per cui diciamo che come test non è del tutto attendibile, dunque mi sono rivolta a amiche mamme con bimbi camminatori.

La caratteristica che li identifica è che sono “a mutandina” per cui propedeutici allo “spannolinamento”, che purtroppo per Mr. H. è l’esito naturale della crescita. Noi infatti li abbiamo usati con la nana proprio in questa accezione pre-mutandina; ma hanno anche le strisce laterali per toglierli comodamente o anche per sistemarli in corsa.

Ma il vantaggio che io trovo irrinunciabile è che cambi il bambino IN PIEDI. Presente quando sei alle perse in posti dove l’idea di appoggiare un lembo della pelle di tuo figlio ti fa desiderare  di aver studiato da infettivolaga? Cioè: sei mai stato in un ristorante, autogrill, treno, locale pubblico qualsiasi eccetto l’IKEA?

 Appunto, infili le gambine e via! Chissà se le Huggies fa pannolini per “Little strisciatori”?

Huggies Little Walkers
primi passi
mutandine super elastiche

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Cicciopuzzo pensiero

Con la nana al mare con i nonni, la casa si è svuotata e Cicciopuzzo regna incontrastato Signore Dei Giocattoli. Ha passato in rassegna con il suo scanner orale tutti i giochi della nana che gli sono normalmente proibiti dalla proprietaria stessa, e gorgheggia felice con la sua nuova parola: Ma-ma-ma-mma-ma. Esatto CiccioPuzzo dice Mamma. Lo dice all’oleandro triste sul nostro terrazzo, al mestolo della cucina, a qualsiasi essere animato e inanimato a qualsiasi regno esso appartenga, oltre ovviamente alla legittima detentrice del titolo che finge di ignorare ogni volta che lui usa la parola a sproposito.

Cicciopuzzo ride felice, felice dell’altrui esistenza, certo che c’è uno che lo ama e si prende cura di lui, felice altresì se gli racconto che mi hanno rubato la borsa con la sua tessera sanitaria dentro, felice se gli dico che abbiamo staccato Sky, e lui AndyManny, Winnie the Pooh, TiscaTuscaTopolino se li scorda, al massimo gli tocca il dvd di Barbapapà.

Cicciopuzzo è povero perché nulla gli manca. Ma se sei suscettibile ti sconsiglio di raccontargli le tue disgrazie, non sempre vederlo sganasciarsi o ciucciarsi il tuo sandalo mentre gli parli aiuta…

Cellule dormienti

Mamma vero che quando eravamo piccini eravamo tutti piccini?

Vero

Tanne Cicciopuzzo che era nella tua pancia.

Sì vabbé nana nella mia pancia un pochino, ma prima di essere nella mia pancia dove stava?

Nella tua pancia.

Ma PRIMA? Nella tua pancia.

Per uscire da questo momento “Frittole”  incauta azzardo una domanda. Che faceva nella pancia, nana?

Appettava il suo turno insieme con gli altri tutti.

THE OTHERS. Gli altri CHI?

Gli attri mie fatellinni, che appettano di essere chiamati

Tanto per dirvelo, aspettano una chiamata, ecco.

E’ l’ora che pia

Nana non uscire su quel terrazzo. Nana! E poi non avvicinarti alla ringhiera! Allora, nana!

‘Ccusa mamma, ma ttavo dicendo la peghiera.

E che preghiera dicevi sul balcone?

Non me la riccoddo mamma però la ttavo dicendo.

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