E’ diverso

Maama peppiacere mi pendi immio telefono?

Certo nana, se lo chiedi per piacere..

Cetto pecché noi siamo femminucce

(Solidarietà femminile da ottomarzista????) Quindi ci facciamo i piaceri?

Anche i papà li fanno e i fatellini gandi. Loro sì che fanno i piaceri ma io non ce l’ho un fatellino gande.

E quelli piccoli no? Cicciopuzzo no?

No mamma, è carino cetto. Ma un fatellino gande è divesso.

Le cose che abbiamo in comune

C’è una cosa che so fare bene, ed è fare i regali. Per come riesco li faccio io o li compro, oppure, più spesso, li trovo. Non so spiegarmi bene, ma i miei regali parlano al cuore dell’altro. Svelano qualcosa di me e svelano qualcosa di chi li riceve. Ed è bello vedere la faccia di chi li riceve che si sente scoperto e voluto bene, anche attraverso  una cosa piccola.

La nana è nella fase “disegno per la mamma”, e torna spesso dall’asilo con un disegno per me; ieri insisteva con la nonna che si ricordasse di portarle un disegno che aveva dimenticato a casa sua. Arriva il pomeriggio con questo foglietto tutto ripiegato.

Mamma ti ho fatto un cuore grosso grosso. E rosso.

Bello un cuore rosso nana, grazie.

E’ rosso pecché il rosso è ittuo colore peferito. Capito maama?

Ho capito, nana mia, è proprio così e tu te lo sei ricordato. E il cuore mio rosso quasi quasi si fermava un attimo per l’emozione.

Mamma 2.0

Per la nana sono stata a casa circa 8 mesi, tornando al lavoro che lei ne aveva 6. Per il nino invece sono stata a casa 9 mesi e tornerò al lavoro ai suoi 4 mesi appena compiuti. Tra pochissimo.

Tornare al lavoro dopo una lunga inattività (si fa per dire, vero) mi sembrò una fatica immane. Passare dalle ninne nanne e i biscotti e le pappe alla vita frenetica dell’ufficio nel giro di due giorni mi spaventò e mi piacque da morire.

E so che sarà così anche questa volta. Anche se questa volta è diverso. Perché ho preso coscienza di avere una dipendenza.

E non intendo scrivere un post strappalacrime sul distacco da cicciopuzzo. Mi riservo di farlo il giorno prima di rientrare al lavoro, al massimo del pathos. No, no.

Io sono diventata web dipendente. Ci sarà sicuramente un nome anglofono specifico per questa mia malattia. Non so come è successo, tra i pannolini e le ninna nanne ho assaporato il piacere di essere on-line. Sempre. Di sapere cosa fa il mondo, la gente, gli sconosciuti alle ore più assurde in cui ovviamente io ho tempo libero. Notte, giorno, social network, blog, notizie. L’idea che se ti succede una cosa la puoi raccontare, che fortuna che hai un portatile così puoi sopperire all’assenza di uno smart phone. Vedi una cosa, metti la foto ovunque. Leggi una cosa che ti interessa, compri il libro, scopri cose nuove e fai la spesa on line.

Ha ragione il mio amico, sono diventata “pubblica”. (Non pubblicana, please!)

La vita che imita l’arte che imita la vita, e non so se mi piace.

E intanto penso che devo ricaricare la mia internet key per i viaggi in treno ufficio-casa. Sob.

Che fai tu luna in ciel

Nana vieni che ti faccio vedere una cosa bella prima di chiudere gli scuri.

Incorniciata dalla finestra della camera della nana c’è un’incredibile luna piena, bianca, nuvole intorno. Bellissima.

Hai visto nana? C’è la luna piena, ti piace?

E’ bellissima mamma, non l’avevamo mai vitta.

Dai andiamo a letto, nana.

Buonanotte luna bellissima.

E desso muoviti luna a mettetti ippigiama e fare la pipì che se fai taddi domani non vai a accuòla e suor teobadda (Teobalda la suora portinaia, n.d.r) chiude ipportone.

Che fa accuòla la luna, mammina? Ci va con le attre lune? C’è la luna la mattina? E le attre lune della sua classe? E come mai ci seguono la mattina? E dove vano poi? Eh mammina? Che dici? Che dici?

Canto notturno della nana errante.

Esperanto

Venerdì a metà concerto siamo scappati per un mal di testa (mio) allucinante. Al ritorno, recuperati i nani, è iniziata la notte bianca. Non precisamente negozi aperti e festeggiamenti in piazza. Cicciopuzzo si è ammalato, un pò di febbre, forse un pò di mal d’orecchie, forse coliche, o qualsiasi cosa l’abbia tenuto sveglio e urlante per tutta la notte. Noi ci siamo dati il cambio, increduli che sapesse piangere per così tanto tempo. In effetti è il fratello della nana e quando le cose si fanno serie, i geni fanno la differenza.

Quindi fine settimana tra pannolini e termometri, oggi stiamo meglio. E stamani è tornato a sorridere e a gorgogliare. Gu-gugu-gu rrrrrrrrrrrrrr aaaaaaaaaaa. E io  a ruota gorgheggio con lui ghiiiiiiii guuuuuuu  e andiamo d’amore e d’accordo. Poi all’ennesimo gorgheggio io faccio bababababaaaaaaaaa.

Lui aggrotta la fronte, poi fa il labbrino, poi strizza gli occhi e inizia a piangere.

E che ti ho detto cicciopuzzo?

Come passa il tempo…

Stasera c’è il concerto organizzato da AVSI, al teatro Verdi a Firenze e io e il padre-che-si-consola andremo.

Premesso che l’idea di andare fuori con lui mi farebbe apprezzare anche il concerto dei Jalisse, stasera si prospetta una bellissima serata, nani a casa della nonna.

A cicciopuzzo bambino felice che gli frega? Lui mangia dorme e sorride, la nonna va benissimo. La nana adora sua nonna per cui perfetto! E la nonna? Per non sovraccaricarla troppo decido di invertire il pomeriggio di giochi  con la sera di giochi.

Nana sai il programma di oggi che prevede? Ti vengo a prendere a scuola io e poi stasera si va dalla nonna a cena, facciamo uno scambio, ti va?

Zero. Figurati se le va. Inizio ad allettarla. “Ma guarda che facciamo tanti giochi con cicciopuzzo e poi stasera dalla nonna fate un pigiama-party!! Ci pensi? vi mettete in pigiama tutti e…” Lei più possibilista si lascia convincere che lo scambio ha una sua convenienza e pazienza se io e papà non partecipiamo.

Mentre sta per uscire le dico ancora “allora vengo io a prenderti, ok?”

Va bene mamma. Senti mamma ti devo dire una cosa. Il pigiamapatti ecco, è da vecchi.

Pipì a letto? Tutto sotto controllo

Come avevo preannunciato mi ha contattato la Huggies, sì, non proprio il Signor Huggies, per iniziare un progetto di collaborazione tra Mamme Bloggers (lo scrivo maiuscolo che è ancora più altisonante) per parlare di cose che ci riguardano:

Primo tema: Enuresi

Enu-checccccosa?

I miei studi classici hanno dato pochi frutti, ma rivolgendomi alla rete ho preso un pò di informazioni, a parte le cose prettamente scientifiche e mediche possiamo riassumere il fenomeno in HO FATTO LA PIPI’ A LETTO. E’ una cosa che accade ai bambini che in teoria dovrebbero già saper controllare la vescica, e che in alcuni casi si portano avanti fino a grandicelli.

Ovviamente di queste cose uno ne parla col pediatra e non con una che si fa chiamare Puffosaltatore, ma siccome noi mamme cerchiamo primariamente l’aiuto delle altre mamme farò  alcune considerazioni.

1. le volte, devo dire rare, che la nana ha fatto la pipì nel letto, chiaramente sempre in condizioni difficili (albergo, casa di amici etc etc) io mi sono piuttosto agitata.  Il che non aiuta. La nostra ansia si trasmette e questi nanetti percepiscono che noi siamo preoccupate e non appena di dover cambiare l’ennesimo paio di lenzuola nel cuore della notte, con il conseguente risveglio totale del bambino e poi ti ci voglio a farlo riaddormentare! Siamo preoccupate del fatto che non passi.

Ebbene, siccome non ho esperienza in merito, per ora, ho chiesto a delle altre mamme, alcune  anche con figli adottati e in affido, che hanno questi “inconvenienti”.

Ebbene, passa. E’ transitorio, è per lo più legato allo stress, a un cambiamento, a una piccola preoccupazione, e con calma rientra tutto. Certo che ci possono essere questioni “fisiologiche”, ma a che serve il pediatra, sennò? La parola d’ordine è: non farne un dramma. E’ normale, è transitorio, e non occorre agitarsi come tarantole!

2. Resta il fatto che se uno ha i figli grandicelli che vanno magari a dormire dagli amici, o in gita capisce facilmente che non è il massimo per loro fare pipì la notte a casa di altri, roba da restarci secchi per la vergogna! Per ovviare a questo esistono delle mutandine apposta. Mr. Huggies che pensa a tutto, mi ha mandato questi, da provare. Io non avendo la possibilità li ho dati da provare a delle mamme della scuola della nana, ehm, ai loro figli, e si sono trovati bene. Cioè per parlare latino: i Drynites tengono, non diventano enormi, e sono discretissimi. Sembrano davvero mutandine, certo se le guardi per bene non sono per una sfilata di lingerie, ma per una gita o per stare a casa e stare tranquilli vanno strabene.

Se volete informazioni dettagliate sul sito che vi ho segnalato le trovate, credo che il forum sia appena stato aperto per cui ancora è poco usato, ma se volete sapere altro io sono a disposizione.  E… tranquille eh!

Lavorare stanca

La mattinata odierna prevede il riassetto della casa nel tentato mantenimento dello status quo, la spesa on line, l’aggiornamento del blog, la cura del nino (pappa, cambio, bagno) la gita sotto la pioggia fino all’ufficio postale, lavatrici varie, ah già sono in pigiama mi devo vestire (spero di averlo fatto prima di andare all’ufficio postale) preparare qualcosa per il sostentamento mio e della famiglia, latte-cambio-giochi, poi arriverà la nana e…

Ecco mi domando, tra 20 giorni, dove riuscirò a inserire otto ore di lavoro e quasi due di spostamenti?

Problemi mattutini

La nana ha un mini libretto di Hello Kitty, che lei chiama immio abbum dei ricoddi. Non siamo stati in grado di capire ricordi di chi e di cosa, ma lo tiene in mano da due giorni e non se ne libera, nemmeno per dormire. Stanotte l’ha perso due volte nel letto e per due volte a ore improbabili mi ha chiamato per cercarlo, facendo svegliare e gorgogliare il muezzin nel lettino piccolo. Certo che potevo non alzarmi e cercarlo ma, a parte che nessuno mi garantiva che la chiamata non fosse per un bisogno fisiologico che non poteva attendere,  secondariamente ma nemmeno tanto, il muezzin si sarebbe del tutto svegliato e avrebbe reclamato attenzione e cibo. Quindi mi sono alzata quatta quatta, recuperato il feticcio e tornata a letto.

Stamani, oramai l’ora di alzarsi, la sento piagnucolare. Il padre che si consola, già tra i preparativi mattutini le propone di venire nel letto con me, per farsi cinque minuti di coccole. Arriva, zampettando, e ancora piagnucolando. Immagino che abbia perso il suo libretto, le chiedo nana cosa c’è?

Tirando su col naso: maaama mi è caduta la Madonna! Coome si fa?

Eh. Come si fa?

n.d.r. La Madonna in questione è la medaglietta che, legata -intuisco precariamente- ad un nastrino, è appesa sul suo lettino.

L’uomo dei Ciucci

La nana ha abbandonato anche l’ultimo feticcio della fase “bimbopiccolo”, il suo ciuccio con cui condivideva le notti.

notte 1

Adesso sono gande, e cicciopuzzo può dommire con me.

notte 2

Mamma magari stanotte un pochino il ciuccio lo posso prendere?

A questa uscita la Montessori che abita in me SA che non si può cedere, e fare passi indietro, allora interviene il Genio Creativo che dice “ma nana il tuo ciuccio l’abbiamo dato all’uomo dei ciucci. Lui li prende e lì aggiusta per darli nuovi ai bambini che non ce li hanno…” (vi prego di notare a mia parziale discolpa almeno il fatto che l’uomo dei ciucci non dà i vecchi ciucci schifosi ad altri, ma li rimette a nuovo)

A questa uscita la nana, ovviamente attacca una filippica disperata sulla dipartita del suo ciuccio. Io mi sarei sparata. Per rimediare arriviamo al compromesso che l’uomo dei ciucci non è ancora venuto a prendere il suo, per cui non glielo daremo, e fine.

notte 3

Mamma, l’uomo dei ciucci abita lontano?

(ahi, ahi) sì, nana credo di sì.

Allora pendiamo la macchina nosta e andiamo a casa sua e ci ripendiamo il nosto ciuccio.

Ma nana, ieri sera abbiamo detto di non chiamarlo!! Stai tranquilla che non è venuto, il tuo ciuccio ce l’abbiamo ancora noi.

Ma maaaaaamma io volevo daglielo!!!! Ora come fa senza immio ciuuccio?

E nuovi pianti a dirotto.

E siamo solo al ciuccio. Ve l’immaginate quando sarà il momento della fata dei dentini??


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