
La prenderò alla leggera. Io sono una di quelle persone che sentono la necessità di segnare il territorio, come gli animali, facendo la pipì in ogni posto mi trovi.
Il Runner mi prende in giro quando usciamo perché in ogni posto, a qualsiasi ora, io devo andare in bagno. Ovunque. Credo che in questo molte signore si riconosceranno. Io pratico “la pipì ovunque” come sport estremo. Il punto più alto (o più basso) l’ho toccato sulla Salerno- Reggio Calabria, nel bel mezzo di un gelido inverno, dietro una siepe. A 30 anni, non a 3. Ecco, diciamo che non è stato proprio un momento edificante per la mia autostima.
Diciamo che il tema dei servizi igienici mi sta molto a cuore, ecco. E poi, adesso che ho due bambini il problema aumenta esponenzialmente. Perché gli adulti se la cavano, ma i bambini?
Alzi la mano chi con una bambina non ha mai guardato con orrore il bagno in cui ci si era rifugiati per necessità, utilizzando funamboliche doti per non farla sporcare né appoggiare? Guardi e pensi ai germi che ti inghiottiranno in un boccone se solo ti avvicini.
Quando mi hanno contattato per parlare di Domestos per la Word Toilet Organization ho sorriso pensando a quanto “mi calzasse”, e poi ho sorriso meno, molto meno, pensando al fatto che quasi il 40% della popolazione mondiale vive in posti privi di reti fognarie. Questo rende ogni posto potenzialmente un “bagno a cielo aperto” . Praticamente infiniti focolai di malattie come l’epatite e la dissenteria, o la diarrea che da sola, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è causa del 17% dei decessi in età infantile. Avere accesso a servizi igienici, avere la possibilità di usare acqua pulita dopo averli utilizzati, è un reale aiuto alla vita, tanto che le Nazioni Unite lo hanno inserito tra i diritti fondamentali dell’individuo.
Chiaramente mi si potrebbe dire che lì i problemi sono “ben altri”. E sicuramente è vero. Ma questo benaltrismo, che sposta sempre l’attenzione su altro, non serve certo di più che impegnarsi. C’è una ONG che è la Word Toilet Organization, che si preoccupa di intervenire costruendo e soprattutto educando all’igiene, e lo fa tramite donazioni volontarie e grazie all’aiuto di Domestos.
Insieme fanno una serie di iniziative per sensibilizzare i paesi sviluppati a prendere coscienza e a “darsi una mossettina”
Per promuovere i progetti della Word Toilet Organization, Domestos ha realizzato una simpatica applicazione, in collaborazione con Google Maps. Si chiama Flushtracker: dove va a finire lo scarico del WC? Andando sul sito www.flushtracker.com puoi inserire il tuo indirizzo e vedere dove va a finire lo scarico della tua “plin plin”. Io ho provato, e per adesso vi annuncio che è a metà percorso, ma è molto divertente. Provate e condiividete, facciamo un po’ di buzz, facciamo sapere che c’è questa iniziativa. Insomma iniziamo a parlarne.
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