Adieu II


Se tu restassi qui
si potrebbe continuare la conversazione
e sulle mani che tieni in grembo
riposerei i mei occhi bianchi.

Tu saresti la quiete del mondo
e quel poco d’argine che sofferma
la piena…

Ma no, dicevi,
già via dal tuo stesso pianto
e dal mio, che principiava,

lasciando me e la mia casa
come due inutilità
per il tuo cuore da star -
Dio, che ami le star
non lasciare che vada in cenere
il suo passo

e il dolore inchiodamelo dentro
come un bene.

Davide Rondoni

da grande: Paperon De’ Paperoni

Nella ciotolina svuotatasche situata sulla scrivania ci sono una serie interminabile di monetine, soprattuto da 1 o 2 centesimi. L’altra sera la nana ha preso la ciotolina, selezionato 6 monete da 1 centesimo e le ha chiuse nel pugno della mano. Questo intorno alle quattro del pomeriggio. All’ora di cena, sudaticce e appiccicose, erano ancora lì.

Sai mamma, quetti sono i miei soddini. Li metto nella mano così nessuno me li luba.

E quando faccio la nanna, li metto sul mio  comodino, o quaccuno me li luba?

Nana, siamo io, te, papà e il nino chi vuoi che te li rubi i tuoi soldini?

Il mio flatellino è piccolo, vero mammina? (sospettosa)

Sì nana, è troppo piccolo per i tuoi soldini.

Infine, guardando con soddisfazione il suo pugno chiuso :

Sai mammina, non mi annoio mai coi miei soddini..

Finché non le verrà in mente di farsi una nuotata nelle monete…

Passaparola

L’altro giorno mi arriva una mail in cui mi facevano la seguente proposta: un progetto per mamme blogger. Già pensare che per qualcuno sono una mamma blogger mi fa morire dal ridere, comunque avanti. Una nota marca di prodotti per bambini mi manda a casa un pò di roba da provare, e io scrivo qui cosa ne penso. Questa è la sostanza della cosa, in realtà il progetto è ben più particolareggiato, ma dubito che vi interessi.

La cosa mi diverte, visto che criticare è una cosa che mi riesce splendidamente, e poi la possibilità di dire a Mr Pannolino cosa ne penso dei suoi prodotti mi dà un brivido di onnipotenza. Come quando ho litigato con il signor Chicco per una pubblicità ingannevole sul suo portapappacaldatermos o qualcosa del genere.

Poi l’altro giorno, al supermercato, dovendo scegliere tra i pannolini della marca che mi manderanno e altre celeberrime marche, ho scelto la prima. E ho capito. Mi hanno già fregato, e io ne sono pure contenta!!!!

Mr e Mrs Penguin

Per il battesimo del Nino, una zia che condivide con noi molte passioni ci ha regalato degli Home Stickers, da attaccare sul muro, con tanti pinguini e orsetti polari.

La mamma creativa e intelligente ha giustamente pensato di coinvolgere la nana nella decorazione della sua, ma presto loro, cameretta. Devo dirvi quanto fosse incline la nana a prendere le misure, creare delle scene, attaccare diritti gli adesivi o riuscite a immaginarlo da voi?

Risultato: la porta della camera è diventata una giungla di ghiaccio con pinguini e orsetti affastellati, e la nana ne va fierissima.

A un certo punto, siccome non riesco a farmi gli affari  miei veramente mai, le dico: hai visto nana, questo pinguino piccolo con il cappello sei tu.

Cetto mammina e quetto grande con ippinguino piccolo siete tu e cicciopuzzo.

Sorrido.

E quetto grande qui è papà… e quetti attri due sono le mie sorelline Mattina e Mattina…

(Sorrido molto meno) Ma nana tu non hai due sorelline! (lo so che anche il fatto che si chiamassero entrambe Martina era piuttosto strano, ma permettete che curi prima i miei di interessi)

Non ancola, ma poi tu le metti nella pancia. Mi guarda perplessa come se fossimo davanti a un’evidenza che inspiegabilmente non comprendevo..Guadda quanti pinguini ci sono ancola (saranno stati almeno 7 o 8, senza contare gli orsi polari). Ma c’è tempo mamma non ti preoccupare.

No, certo. E chi si preoccupa.

Piccole grandi verità

La nana, andando all’asilo, entra in contatto con un bel pò di cose che non conosceva prima, e torna a casa piena di racconti di meraviglie. E non solo.

Mamma io e te siamo femminucce, e siamo delle Winnngs, papà e cicciopuzzo (perché chiamarlo nino quando il suo vero nome è così bello…) sono Gommiti…

Grazie a tutti

Oggi battesimo del nino. E’ stato davvero un giorno bellissimo.

Tutto quel che si fa lo si fa per i bambini.

E sono i bambini che fanno fare tutto.

Tutto quello che si fa.

Come se ci prendessero per mano.

Così tutto quello che si fa, tutto quello che la gente fa lo si fa per la piccola speranza.

Tutto quello che c’è di piccolo è tutto quello che c’è di più bello e di più grande.

E il battesimo è il sacramento dei piccoli.

E il battesimo è il sacramento più nuovo.

E il battesimo è il sacramento che comincia.

Tutto quello che comincia ha una virtù che non si ritrova mai più.

Una forza, una novità, una freschezza come l’alba.

Una giovinezza, un ardore.

Uno slancio.

Un’ingenuità.

Una nascita che non si ritrova mai più.

Il primo giorno è il più bel giorno.

Il primo giorno è forse il solo bel giorno.

E il battesimo è il sacramento del primo giorno.

E il battesimo è tutto ciò che c’è di bello e di grande.

Se non ci fosse il sacrificio.

E la consumazione del corpo di Nostro Signore.

Charles Peguy “Il Mistero dei Santi innocenti”

Notti calme, giorni belli

ore 3:30 della notte, del mattino, come vi pare.

interno notte, rumore di piedi.

Pat pat (rumore di colpetti con la mano sulla coperta) Apro un occhio. La nana è lì accanto al mio viso perfettamente sveglia, che mi dice:

mamma io sono sola di là con il mio coniglio e lui è solo con me.

torna a letto, nana che domattina ti vengo a svegliare io.

Il padre-che si consola dorme, il nino fa versetti come un muezzin ignorato da tutti. La nana sospira e dice vaabene.

Ordinaria amministrazione notturna.

Messaggi subliminali

Io e il padre-che-si-consola ci vediamo praticamente solo a cena, per cui si affollano le cose da raccontarsi, ma chiaramente anche per la nana è così per cui le cene sono fatte di cose dette a mezzo, interrotte, mescolate a suoi racconti. Poi ogni tanto capita che ci mettiamo a parlare, noi due, come stasera ad esempio e per qualche minuto ci scordiamo della nana che però continua imperterrita la sua conversazione monologo.

Oggi riportiamo l’attenzione su di lei, dopo qualche minuto in cui eravamo assorbiti da un discorso e lei aveva sbriciolato mezza fetta di pane e con le mani giunte diceva

ave maria piena di gazzia e quindi un’esposione, cetto.

Io e suo padre due statue di sale, lui riesce solo a sussurrarmi: “non chiedere niente”.

Due è il triplo di uno

Dall’alto dei miei decorati studi filosofici ho potuto osservare che avere due figli è profondamente diverso dall’averne uno. Certo, noi che abbiamo un nino fantasmagoricamente buono non possiamo capire come sia la vita a quattro, e poi vedremo quando etc etc, ma al di là della nostra sorte attuale, anche solo linguisticamente si notano le differenze: sd esempio prima c’era la roba della nana, i giochi della nana, hai preso la nana a scuola, porto la nana ai giardini e così via; oggi abbiamo la roba “DEI BAMBINI”, i giochi dei bambini … si è creata un’entità, “i bambini appunto” che è più della somma di loro due. Vabbè la pianto.

Volevo comunque dire che la nana è ferrea nelle distinzioni di genere: io e te mamma siamo femminucce (vezzosa); papà e ciccio puzzone (sic) sono macchietti.

Un pò più debole nelle relazioni di parentela: io e te mamma siamo sorelle

no, nana io sono la tua mamma

sì e noi siamo femminucce

sì ma,

e siamo sorelle, e papà e ciccio sono fratelli, pecché sono macchietti.

Vabbé, in fondo non eravamo tutti fratelli?

Silent night

Feste natalizie dedicate alla nostra fantastica famiglia. Stormi di cuginetti e cuginette hanno assediato la nana (il nino è per adesso indifferente spettatore, e poi per adesso decisamente il più piccolo) e lei ha ceduto.

Già dal primo giorno erano un unico fronte compatto di giochi, strilli, feste e regali. Per cui, quando gli zii le hanno proposto di andare con loro e i cuginetti a una festa di un bambino, lei ha accettato di cuore. Scarpe giubbotti e via, ciao mamma ciao papà.

Se non che, complice lo stile spagnolo di vivere per cui si mangia alle dieci, complice il fatto che ad ambientarsi un pò ci è voluto ma poi si divertiva da morire, complice il fatto che i grandi, tutti amici fra loro, si divertivano il risultato è che la nana è tornata a casa all’una. Sì. A tre anni e mezzo.

Chiaramente, essendo in un posto super protetto stracolmo di persone che le vogliono bene non ero preoccupata.  Però morivo di sonno e non vedevo l’ora che tornasse, per dormire.

No. Non è vero. Da un lato non riuscivo a non pensare a come sarà in futuro stare a casa con lei fuori a cavarsela da sé, coi suoi amici, nel mondo. E chi se ne frega che sarà grande, è proprio vero che i figli non sono tuoi.

Dall’altro e mi secca ammetterlo, ma tanto se non lo dico lo dirà il padre-che-si-consola, mi riusciva difficile accettare che lei non sentisse alcun desiderio di stare con noi. E’ sano che le piaccia stare con gli altri e i bambini ossessivamente legati ai genitori sono tremendi, per cui super-evviva per la mia nana.

Ma quando è arrivata e io per farla addormentare mi sono messa accanto a lei nel letto, sentendo il tepore della sua schiena contro la mia ho pensato che era la cosa più bella del mondo. E la domanda “che ne sarà di lei” invadeva la stanza.

Comunque per dovere di cronaca, mentre la zia me la riconsegnava, ancora sulle scale già si giustificava: io volevo fare presto ma è la macchina che faceva taddi. Ha fatto litaddo la macchina. sissì.

Non vedo proprio l’ora che arrivi l’adolescenza.

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